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Relazione sull'anno
sociale 2009 - 2010
del Presidente uscente
Giorgio Veninata
La
cerimonia, o meglio il cerimoniale, del passaggio della campana impone
al Presidente giubilato di rendere ai soci, seppur brevemente, il conto,
potrei dire la relazione morale delle attività svolte nell’anno
rotariano ora trascorso.
Non
mi sottrarrò tale incombenza anche perché, contrariamente alle mie
preoccupazioni che a Voi confessavo al momento dell’insediamento, sono
giunto sostanzialmente indenne da turbative di carattere psico-fisico (
o almeno così spero!)
Tale
resoconto non può non fare riferimento alle linee programmatiche esposte
all’atto del passaggio della campana tra il sottoscritto e precedente
Presidente Giovanni Berretta.
Esso
presenta luci ed ombre o luci e mezze ombre: a voi tutti sta di valutare
quale dei due aspetti abbia avuto la prevalenza.
Da
parte mia non Vi parlerò dei risultati raggiunti perché, sempre che essi
esistano, risulterebbero evidenti ai vostri occhi.
Consentitemi soltanto di ricordare un’iniziativa a me particolarmente a
cuore cioè il convegno che, a parere di tanti, è risultato di alto
livello scientifico su Angelo Majorana del quale nel corso del veniente
anno sociale saranno, come stabilito, nel recente direttivo congiunto,
pubblicati gli atti da parte di una importante rivista di storia del
diritto costituzionale.
Vi
parlerò invece delle ombre o delle mezze ombre cioè degli obiettivi che
non si è riusciti a conseguire.
Tra
essi pongo al primo punto una persistente ( e non mi riferisco al
statistiche o a percentuali di scarsa importanza) carenza di
partecipazione non solo in termini di presenza fisica ( che appare molto
limitata in occasione di momenti cosi detti culturali – vedi la
interessantissima conferenza del prof. Barcellona che ha visto la
presenza di appena il 10% della compagine sociale) per ravvivarsi, di
contro, negli eventi di pura convivialità, bensì mi riferisco ad un
insoddisfacente livello d’impegno individuale dei soci nei settori di
loro, diciamo, competenza.
Spero
che ciò non dipenda esclusivamente da disaffezione ma sia invece
attribuibile al ritmo della vita moderna che, coniugato alla crisi
dell’associazionismo classico, provoca tale fenomeno; preferisco pensare
che la responsabilità sia soltanto mia per non avere stimolato il Vs.
interesse e non avere attuato più caminetti o più eventi assembleari.
In
tale ottica va collocata la ancora insufficiente visibilità del nostro
club nei mass-media e nella pubblica opinione,anche se parecchio è stato
fatto in tale direzione ma moltissimo resta ancora da fare.
Sono
sicuro che Franco saprà fare meglio di me e, nel contempo, esorto Voi
tutti a collaborare fattivamente con lui nelle attività che
intraprenderà nella convinzione che il Rotary è soprattutto un club di
servizio cioè che si pone al servizio del territorio e della comunità di
riferimento e nella rotariana certezza che il nuovo presidente è
comunque migliore del suo predecessore.
Nello
specifico non sono riuscito a realizzare la prima fase del programmato
progetto triennale sulle infrastrutture materiali ed immateriali ma ho
più che fondate ragioni per ritenere che esso sarà avviato a partire
dalla prossima stagione autunnale con il coinvolgimento di uno sponsor
di primissimo piano.
Non
sono inoltre riuscito a realizzare alcune gite ipotizzate in sede di
esposizione del programma 2009-2010.
Ora
passiamo ai doverosi e sinceri ringraziamenti da parte mia, senza alcun
ordine di priorità.
Ringrazio i componenti del mio Consiglio Direttivo e dello Staff per la
preziosa collaborazione e non posso fare a meno di ringraziare le loro
consorti perché ho rubato ai loro rispettivi mariti quel tempo che
avrebbero potuto dedicare e alle loro famiglie.
In
tale ringraziamento permettetemi rivolgere a mia moglie Pina per la
pazienza dimostrata e per la collaborazione datami.
Inoltre grazie mille a Ricardo Gafà che possiamo considerare come il
vero protagonista della Settimana Rotariana del Barocco che, giunta alla
sua sesta edizione, riscuote un successo crescente e tale da considerare
la stessa per così dire “istituzionalizzata”.
Un
ringraziamento, infine, al Past Governor Francesco Arezzo che rimarrà
nunc et semper il mio Governatore e al suo Assistente Nenè Martinez per
essermi stati di sostegno con i loro suggerimenti ma soprattutto con il
loro affetto nel corso dell’anno sociale che ora si chiude.
E'
quindi il momento di prendere commiato da Voi che mi avete elargito
tante manifestazioni di simpatia nel tempo in cui ho svolto il mio
compito; il quale, pur essendo in sé fin troppo superiore alle mie
forze, nondimeno mi è stato reso agevole dalla Vostra concorde e
generosa benevolenza.
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